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Porte aperte

Pochi giorni fa, al termine di un volo intercontinentale, una giovane donna con due figli si è avvicinata chiedendo dove fosse il varco di controllo dell’immigrazione. Nella voce, timore e tremore. Negli occhi, paura. Guardandola meglio, ho compreso che non era un viaggio turistico. Arrivate al varco dell’immigrazione ho iniziato ad osservare meglio le persone che formavano la lunga fila. In tanti sguardi, ho intravisto la stessa paura di chi deve attraversare controlli, fingendosi turista e poi iniziare il tempo della clandestinità, della ricerca di una casa, di un lavoro.
Di accoglienza. Di integrazione. Di speranza. Di vita.
Nel corso dei secoli sono stati tanti i modi di attraversare il mare: transatlantici, gommoni, barche, aerei, ma la paura negli occhi di incontrare porte chiuse, cuori chiusi, paesi chiusi, sembra essere rimasta la stessa. E la preghiera affinché le nostre porte, nonostante tutto, possano continuare a rimanere aperte, è forte.

Daniela Scarpellini, suora della Sacra Famiglia