La XVII edizione del Festival Francescano, che si terrà a Bologna dal 25 al 28 settembre 2025, si propone di rileggere il Cantico con gli strumenti del presente, cercando di comprendere anche l’ultima “creatura” arrivata, l’intelligenza artificiale, che iniziamo ad incontrare nella realtà di tutti i giorni e che va governata affinché da strumento di democratizzazione non si trasformi in un amplificatore di disuguaglianze.
Seguendo i valori francescani, più che sull’intelligenza artificiale, dovremmo forse puntare sull’intelligenza connettiva.

Il Manifesto scientifico di questa edizione è frutto dei contributi di:

Paolo Benanti, teologo esperto di etica delle tecnologie
Carla Maria Bino, storica del teatro
Barbara Carfagna,
giornalista
Elena Granata,
urbanista
Simone Morandini,
teologo
Davide Rondoni,
poeta e scrittore
Eugenio Santoro,
ricercatore

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Teologo esperto di etica delle tecnologie

Paolo Benanti

Storica del Teatro

Carla Maria Bino

Giornalista

Barbara Carfagna

Architetto

Elena Granata

Teologo

Simone Morandini

Poeta e scrittore

Davide Rondoni

Ricercatore

Eugenio Santoro

Teologo esperto di etica delle tecnologie

Paolo Benanti

Francescano del Terzo Ordine Regolare (TOR), si occupa di etica, bioetica ed etica delle tecnologie. 

È docente, dal 2008, presso la Pontificia Università Gregoriana, l’Istituto Teologico di Assisi e il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni. 

 E’ membro corrispondente della Pontificia accademia per la vita.

Ha fatto parte della Task Force Intelligenza Artificiale per coadiuvare l’AgID (Agenzia per l’Italia Digitale). Nel 2018 è stato selezionato dal MISE (Ministero dello Sviluppo Economico, oggi Ministero delle Imprese e del made in Italy) come esperto nella Task Force nazionale per elaborare le strategie nazionali sull’intelligenza artificiale e sulle tecnologie basate su registri condivisi e blockchain. Dal 2023 è membro dell’ Advisory Body, organo consultivo di alto livello sull’intelligenza artificiale istituito dall’ONU. A gennaio 2024, il governo Meloni lo ha nominato presidente della commissione AI per l’informazione. 

Tra le sue ultime pubblicazioni ricordiamo “Il crollo di Babele. Che fare dopo la fine del sogno di Internet?” (San Paolo Edizioni, 2024), “Noi e la macchina. Un’etica per l’era digitale” (Luiss University Press, 2024), “Human in the loop. Decisioni umane e intelligenze artificiali (Mondadori Università, 2022), “Tecnologia per l’uomo. Cura e innovazione” (San Paolo, 2022) e “La grande invenzione. Il linguaggio come tecnologia, dalle pitture rupestri al GPT-3” (San Paolo, 2021). 

È membro del Comitato Scientifico del Festival Francescano 2025.

Storica del Teatro

Carla Maria Bino

Insegna Storia del Teatro presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Si occupa della cultura drammatica del Medioevo cristiano.

È stata fondatrice e direttore artistico di Crucifixus – Festival di primavera (rassegna dedicata al teatro passionista) e di “Corpus Hominis”(progetto triennale per la costruzione di un sistema culturale urbano promosso dalla Diocesi di Brescia e finanziato da Fondazione Cariplo).

Insieme a Roberto Tagliani ha pubblicato il volume “Con le braccia in croce. La Regola e l’Officio della quaresima dei disciplini di Breno” (Ledizioni, 2012). 

È autrice delle monografie “Dal trionfo al pianto. La fondazione del ‘teatro della misericordia’ nel Medioevo” (V-XIII secolo) (Vita e Pensiero, 2008) e “Il dramma e l’immagine. Teorie cristiane della rappresentazione” (II-XI sec) (Le Lettere 2015). 

Inoltre, ha pubblicato “Performing the Sacred. Christian Representation and the Arts” (Brill 2023 con C. Ricasoli) e “Becoming agens. Synesthetic and Active Processes of Image Reception in the Middle Ages” (Vita e Pensiero 2024 con Z. Murat).

È membro del Comitato scientifico del Festival Francescano 2025. 

Giornalista

Barbara Carfagna

Giornalista e conduttrice Rai, realizza reportages per TV7 e Speciale tg1. 

Dal 1995 in Rai, inizia l’attività giornalistica nella redazione di Rai 2 “L’Altra Edicola”. Ha realizzato servizi riguardanti l’economia e la finanza mondiale, dall’Arabia Saudita all’Europa. 

Per Rai1 è autrice e conduttrice di “CODICE”: programma che approfondisce il rapporto tra vita di tutti i giorni e trasformazione digitale. Collabora con le testate “Il Foglio”, “Panorama”, “Formiche” su temi di politica, economia, società digitali.

È membro del Comitato scientifico del Festival Francescano 2025. 

Architetto

Elena Granata

Urbanista-architetto, analizza la dimensione sociale, antropica e mediale. Si occupa di paesaggio e ambiente, di politiche di riqualificazione urbana, di politiche abitative e d’integrazione sociale, nonché delle relazioni tra imprese e territorio.

È Professore Associato al Politecnico di Milano, dove insegna Urbanistica, e ha conseguito un dottorato di ricerca (PhD) in Tecnica Urbanistica. È anche docente presso l’Istituto Universitario Sophia e ha ricoperto il ruolo di Senior Expert in Urban Studies presso il G20 Sherpa Office – Italian Prime Minister’s Office G7/G20 (luglio 2020-dicembre 2021).

Ricopre diversi incarichi: Vicepresidente della Scuola di Economia Civile (SEC), Vicepresidente del Comitato Scientifico delle Settimane Sociali e membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Ambrosianeum di Milano.

È cofondatrice, insieme a Fiore De Lettera, di I’mpossible Studio, un’agenzia che si occupa di branding culturale, comunicazione sociale e cultura d’impresa.

Per Einaudi ha pubblicato “Placemaker. Gli inventori dei luoghi che abiteremo” (2021) e “Il senso delle donne per la città. Curiosità, ingegno, apertura” (2023)

È membro del Comitato scientifico del Festival Francescano 2025. 

 

Teologo

Simone Morandini

Vicepreside dell’Istituto di Studi ecumenici San Bernardino di Venezia e docente alla Facoltà Teologica del Triveneto. 

Coordina il progetto “Etica, filosofia e teologia” della Fondazione Lanza e il Gruppo di lavoro “Custodia del creato” dell’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale italiana; è membro della presidenza dell’ATISM. 

Con Edizioni Dehoniane Bologna ha pubblicato: “Il lavoro che cambia. Un’esplorazione etico-teologica” (2000), “Da credenti nella globalizzazione. Teologia ed etica in orizzonte ecumenico” (2008).

Altre pubblicazioni: “Teologia e fisica” (Morcelliana, 2007); “Darwin e Dio. Evoluzione, fede, etica” (Morcelliana 2009); “Scienza” (EMI, 2010); “Evoluzione ed etica” (Cittadella 2010).

È membro del Comitato scientifico del Festival Francescano 2025. 

Poeta e scrittore

Davide Rondoni

Ha fondato il Centro di poesia contemporanea dell’Università di Bologna, di cui è vice-presidente. Ha ideato il progetto “Infinito 200” per celebrare i 200 anni de “L’Infinito” di Giacomo Leopardi.

Collabora a programmi di poesia in radio e tv (Rai, Sky, tv2000, San Marino RTV), alla scrittura di film e di mostre high-tech experience.

Scrive per il teatro ed è autore di traduzioni di Baudelaire, Rimbaud, Péguy, Jimenez e altri. 

Tra le sue ultime pubblicazioni, ricordiamo “Vivere il Cantico delle creature. La spiritualità cosmica e cristiana di san Francesco” con Guidalberto Bormolini, (EMP, 2024), “Rispondimi, bellezza. Poesie per artisti, maghi, sibille e visioni”, (Pellegrini, 2023) e “Le storie del faro”, (San Paolo Edizioni, 2022). 

È direttore editoriale della rivista “clanDestino”, che ha fondato, e direttore della collana “I Passatori-Contrabbando di poesia” (Carta Canta). 

È membro del Comitato scientifico del Festival Francescano 2025.  

Ricercatore

Eugenio Santoro

Ricercatore e Direttore dell’Unità per la ricerca in sanità digitale e terapie digitali dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS.

Esperto di digital health, dal 2006 si occupa di social media, app, dispositivi clinici, Intelligenza artificiale e terapie digitali e del loro impatto sulla pratica clinica, sulla cura e sulla comunicazione della salute. 

Nel 2021 ha curato la voce “Digital Health” per la X Appendice dell’enciclopedia Treccani dedicata alle parole del XXI secolo, e, come co-autore, il libro bianco “Terapie Digitali, un’opportunità per l’Italia”. 

È membro del gruppo ICT di FNOMCeO (con il quale ha pubblicato le recenti Raccomandazioni sull’uso di social media nella professione medica e nella comunicazione medico-paziente), del Comitato Tecnico Scientifico dell’Intergruppo Parlamentare su sanità digitale e terapie digitali e del Comitato di Controllo dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP). 

Inoltre, ha partecipato al gruppo di lavoro che per conto del Consiglio Superiore di Sanità e del Ministero della Salute ha redatto il documento “I sistemi di intelligenza artificiale come strumento di supporto alla diagnostica”.

Autore di oltre 300 articoli scientifici, ha pubblicato i volumi:  “Web 2.0 e social media in medicina”, “Facebook, Twitter e la medicina”, “Guida alla medicina in rete” e “Internet in medicina” (tutti editi da Il Pensiero Scientifico Editore). 

È membro del Comitato scientifico del Festival Francescano 2025. 

Per il 2025 è indetto l’anno giubilare con la Bolla papale “Spes non confundit”, ossia: la speranza non delude.
Nel 2025 si ricordano gli ottocento anni del testo più noto (e probabilmente più amato) di san Francesco: il Cantico delle creature. Si tratta della prima poesia italiana, composta quando Francesco era oramai cieco.
Che cosa accomuna il Giubileo 2025 e il Cantico delle creature del 1225?
Entrambi sono esperienze di speranza: intendono togliere offuscamento dagli occhi, rivolgere uno sguardo nuovo.
Chi è dunque l’oggetto di questo sguardo rinnovato? La risposta è duplice ma indissolubilmente intrecciata.
Noi stessi, se si supera una prima lettura tutta spostata sugli elementi naturali e si considera il Cantico come profondissima riflessione sulla natura dell’uomo.
Gli altri, se puntiamo al cuore del componimento e comprendiamo che nei versi che recitano
Sii lodato, mio Signore, per quelli che perdonano per amor tuo e sopportano malattia e sofferenza.
Beati coloro che le sopporteranno in pace, giacché da te, Altissimo, saranno incoronati sta tutta la rivoluzione francescana della fraternità creaturale, secondo la quale, in quanto figli dello stesso Padre, siamo fratelli e sorelle tra esseri umani ed elementi della natura.
Riallacciandoci a ciò che accomuna il senso più profondo dell’anno giubilare e il Cantico delle creature, ritroviamo nella Bolla citata in precedenza il medesimo concetto: Perdonare non cambia il passato, non può modificare ciò che è già avvenuto; e, tuttavia, il perdono può permettere di cambiare il futuro e di vivere in modo diverso.
La XVII edizione del Festival Francescano, che si terrà a Bologna dal 25 al 28 settembre 2025, si propone di rileggere il Cantico con gli strumenti del presente, cercando di comprendere anche l’ultima “creatura” arrivata, l’intelligenza artificiale, che iniziamo ad incontrare nella realtà di tutti i giorni e che va governata affinché da strumento di democratizzazione non si trasformi in un amplificatore di disuguaglianze.
Seguendo i valori francescani, più che sull’intelligenza artificiale, dovremmo forse puntare sull’intelligenza connettiva. Che cosa s’intende? Lo chiediamo direttamente al sociologo che ne ha ideato il concetto, Derrick de Kerckhove, o meglio al modello di AI verticalizzato sul suo pensiero: (https://www.madinside.net/m2k/)
In un mondo sempre più interconnesso, non siamo più solo individui che pensano in isolamento, ma parte di una rete più ampia di conoscenza e informazione. Questo tipo di intelligenza si manifesta quando collaboriamo, condividiamo idee e risorse, e impariamo gli uni dagli altri attraverso piattaforme digitali e social media.

L’intelligenza connettiva può essere interpretata anche in un senso più ampio, che include la connessione tra l’umano e altre dimensioni dell’esistenza, come il divino, il vivente e il vegetale. Questo approccio riconosce che l’intelligenza non è solo un fenomeno individuale o tecnologico, ma è anche profondamente interconnessa con il mondo naturale e spirituale.
Tale visione più olistica dell’intelligenza connettiva ci invita a esplorare come le nostre azioni e decisioni influenzano non solo noi stessi, ma anche il mondo che ci circonda, promuovendo un senso di responsabilità e interdipendenza.
Approcceremo dunque anche un campo di studi in pieno sviluppo come quello della teoria collaborativa applicata al mondo vegetale, il cosiddetto “Wood Wide Web”, che ci suggerisce, in tempi tristemente inclini alle guerre, che i vegetali, per sopravvivere, si aiutano, si difendono, comunicano.
Ecco allora che, applicando uno sguardo nuovo ai nostri fratelli e sorelle del mondo della natura, forse riusciremo a comprendere meglio chi siamo noi umani, smettendo di comportarci come fossimo i padroni di tutto ciò che esiste e costruendo società più egualitarie e relazioni più fraterne con ogni essere vivente. Renderci conto che tutto è connesso è il primo passo per atteggiamenti e scelte di sostenibilità e di custodia.

Il Cantico delle creature di san Francesco e l’anno giubilare ci aprono ad un Festival Francescano del 2025 caratterizzato da connessioni di gioiosa speranza.