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Dialogo tra il Cardinale Zuppi e Nello Scavo sul libro di Papa Leone XIV Disarmata e disarmante
Disarmata e disarmante. La voce di Papa Leone XIV sulla pace e contro ogni guerra
Cardinale Zuppi e Nello Scavo a Bologna 5 novembre ore 18.00
Giovedì 5 novembre a Bologna alle ore 18 nella chiesa di San Bartolomeo e Gaetano il cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, e Nello Scavo, giornalista e inviato di «Avvenire», dialogheranno sul libro di Papa Leone XIV Disarmata e disarmante. La pace è un dono, edito da LEV. Modera Alessandro Banfi, curatore del volume.
L’evento è organizzato dalla Casa della Pace e da Libreria Editrice Vaticana con il supporto del Festival Francescano.
Il cardinale Zuppi è da sempre un sostenitore attivo di riconciliazione e di pace, già da membro della Comunità di Sant’Egidio nell’opera di pacificazione in Africa, ad esempio per mettere fine alla guerra civile in Mozambico. A sua volta Nello Scavo, “volto” conosciuto anche dal grande pubblico per la sua presenza a trasmissioni televisive come Che tempo che fa, ha seguito gli ultimi conflitti in corso in varie parti del mondo: Ucraina, Medio Oriente, Corno d’Africa…
Un dialogo che si preannuncia ricco di grande interesse, quello previsto il 5 novembre a Bologna, e che prenderà le mosse da Disarmata e disarmante, la prima antologia di Papa Prevost sul tema della pace. Il mondo è attanagliato da una «Terza guerra mondiale a pezzi» (Papa Francesco). Leone XIV chiede che «ciascuno faccia della pace la causa della propria vita». Perché, come scrive il Pontefice nell’Introduzione del libro, «la Chiesa pone umilmente oggi all’attenzione di tutti una domanda: la specie umana deve continuare ad abitare la Terra? La combinazione del dominio cibernetico con il riarmo globale induce a porre seriamente tale questione». La guerra fa paura. A tutti. Ma, ci ricorda Papa Prevost, la guerra non la fanno solo i potenti. Essa parte nel cuore di ciascuno quando si cede al risentimento e alla vendetta, quando il perdono viene irriso e la potenza glorificata. Quando le parole non costruiscono ponti ma erigono muri. Quando, in politica, si abbandona la via della diplomazia e si sceglie la scorciatoia della forza, invece dell’arte paziente e feconda del dialogo. Ed è il disarmo l’unico strumento, secondo il Pontefice statunitense, che può permettere al nostro mondo di avere un futuro senza la minaccia di una fine violenta per mano umana.
Disarmata e disarmante compone una teologia della pace di stringente attualità. Che parla a credenti e non credenti. Perché la guerra è un’«avventura senza ritorno» (Giovanni Paolo II) che tutti, insieme, possiamo scongiurare per il nostro presente e il domani di chi verrà.
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