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Nuova identità visiva per il Festival Francescano giunto alla sua XVIII edizione
È stata presentata la nuova identità visiva della XVIII edizione del Festival Francescano, dedicata quest’anno a Sorella morte.
Nel Cantico delle Creature, san Francesco la chiama “sora nostra morte corporale”: chiamandola “sorella”, la morte viene intesa come parte integrante e naturale della vita.
Anche nella nuova identità visiva del Festival si fa un tentativo di misurarsi con la parola “morte” senza rimuoverla, ma provando ad abitarla con consapevolezza, dentro il nostro tempo.
Il Festival Francescano arriva al diciottesimo anno, un traguardo importante, non solo simbolico ma che segna un passaggio vero. Un passo che non rompe con la storia: al contrario, la ascolta, la custodisce e la accompagna un po’ più avanti.
La parola al centro
Fin dalla sua nascita, il Festival è stato costruito attorno ai contenuti e alla parola. Parola sacra e parola civile, parola poetica, fragile, necessaria. Parola che si apre al dialogo, che crea incontro, che genera pensiero. Per questo, nella nuova identità visiva, si è scelto di mettere la parola al centro, scegliendo di essere più essenziali.
Una voce che viene da lontano
Grande protagonista di questa svolta è l’uso di un carattere tipografico colto e insieme umano, volutamente imperfetto, pensato per la lettura lenta e meditata. In un tempo veloce e rumoroso, la scelta di un segno che invita alla sosta, all’approfondimento, alla cura del pensiero. Perché il Festival non è mai stato solo un evento, ma uno spazio di riflessione condivisa.
Il minuscolo come scelta culturale
Anche la decisione di scrivere tutto in minuscolo non è un dettaglio formale. È un gesto culturale e simbolico. Il minuscolo è umano, mite, vicino all’ascolto. È “minore”, come San Francesco d’Assisi. È una forma visiva di quell’umiltà francescana che da sempre orienta il cammino della manifestazione: non imporsi ma proporre, non alzare la voce ma creare spazio per l’incontro.
Luce e ombra
Ogni edizione del Festival avrà un colore principale, scelto all’interno di una palette coerente e viva. Lo spazio visivo si divide in due campi: luce e ombra, chiaro e scuro. Una tensione semplice ma forte, che racconta anche visivamente ciò che abita ogni ricerca autentica: il dialogo tra finito e infinito, tra vita e morte, tra fragilità e speranza.
Un cambiamento che nasce dalla memoria
Questa nuova identità visiva non è una rottura, ma un’evoluzione. Nasce dal rispetto per la strada percorsa, dalla memoria delle parole ascoltate in questi anni, dal desiderio di continuare a dire, insieme, parole che contano.
La nuova identità visiva del Festival Francescano è stata pensata e realizzata da Emmaboshi studio.
