Al Festival Francescano il concerto di Noa e Mira Awad

Il conflitto mediorientale e l’urgenza del dialogo di pace al centro anche delle conferenze dei Cardinali Pizzaballa e Aveline e dei frati francescani Patton e Luca
Tra le ferite che segnano maggiormente la contemporaneità, continuano ad esserci le guerre. Nell’anno in cui i francescani dell’Emilia-Romagna dedicano il Festival che si terrà a Bologna dal 26 al 29 settembre al tema del dolore e della cura, la riflessione sulla divisione tra i popoli e quanto ne consegue sarà al centro di dibattiti e momenti di riflessione artistica.
Due cantanti di fama internazionale calcheranno il palco del teatro Arena del Sole, sabato 28 settembre alle 21. Sono Noa e Mira Awad, israeliana la prima, palestinese la seconda, insieme per celebrare la pace. Il concerto, gratuito con prenotazione obbligatoria sul sito Internet del Festival Francescano, è organizzato in collaborazione con Opera San Francesco per i Poveri, realtà milanese che ogni giorno aiuta migliaia di persone in difficoltà.
Noa e Mira hanno unito per la prima volta le loro voci nel 2009, in occasione dell’Eurovision Song Contest di Mosca, con una canzone dal titolo inequivocabile: “There must be another way” (Dev’esserci un’altra strada). Dopo molti anni, e con il conflitto a Gaza che sta mietendo molte vittime da quest’autunno, il concerto bolognese vuole essere un potente messaggio per il dialogo e la non violenza in Medio Oriente.
Questo teatro di guerra (la “Terra Santa” per i francescani dove dal 1217 ebbero il compito di custodire i luoghi biblici) sarà argomento delle testimonianze del Cardinale francescano Pierbattista Pizzaballa, Patriarca di Gerusalemme dei Latini, di fra Francesco Patton, Custode di Terra Santa e di Nello Scavo, inviato speciale di “Avvenire”.
Sulla necessità del dialogo interreligioso interverranno anche il cardinale di origini algerine Jean-Marc Aveline, dal 2019 arcivescovo di Marsiglia e fra Stefano Luca, responsabile del dialogo ecumenico e interreligioso per il Vicariato Apostolico dell’Arabia Meridionale.
Noa
Nata in Israele da genitori yemeniti, ha collaborato con molti artisti quali Sting, Santana, Stewie Wonder, Joan Baez, Pino Daniele e Riccardo Cocciante in “Notre Dame de Paris” (nella veste di Esmeralda). Indimenticabile la sua “Beautiful That Way”, che fa parte della colonna sonora de “La vita è bella” di Roberto Benigni, vincitrice del Premio Oscar.
Nel 1994, è stata la prima cantante israeliana ad essere invitata al Festival palestinese di Nazareth e la prima cantante ebrea a esibirsi di fronte a un Papa. Ha partecipato a varie edizioni del Festival di Sanremo sia come concorrente che come ospite internazionale.
Ha ricevuto diversi premi, come il “Premio Carosone” e il “Premio Tenco”, e onorificenze, come la cittadinanza onoraria (2000) di un piccolo comune salentino, Melpignano, il titolo di Ambasciatrice della FAO nel Mondo (2003) e quello di Cavaliere della Repubblica Italiana (2007).
Mira Awad
È cantante, attrice e autrice palestinese con cittadinanza israeliana. Ha collaborato con molti artisti, tra i quali Andrea Boccelli.
Nel corso della sua carriera, ha sviluppato una fusione unica di suoni, combinando l’Oriente con l’Occidente, intrecciando la lingua araba e i suoi ornamenti orientali con le armonie occidentali, creando così musica fusion araba moderna e unica, con un ricco mosaico di suoni.
Instancabile attivista per la risoluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese, supporta diversi progetti umanitari.
L’ultimo lavoro è il doppio album HuMAN WoMAN che contiene canzoni che riflettono temi a lei molto cari ispirati alla solidarietà umana e all’empowerment femminile.