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“Questa edizione del Festival ci invita a non chiudere gli occhi di fronte alle ferite, alle nostre ed a quelle che inferiamo agli altri, non ultimo al nostro Pianeta. Vedere significa divenire consapevoli ed è il primo passo, fondamentale, per iniziare un percorso di guarigione che deve passare per la responsabilità, la cura e il cambiamento. Vale per tutti personalmente e anche per noi come imprese. Siamo certi che anche quest’anno le tante occasioni di confronto in programma ci saranno d’aiuto e di stimolo per costruire insieme “percorsi di cura” per questo nostro mondo, per lasciarlo almeno un po’ migliore di come lo abbiamo trovato”.

Claudio Levorato, Presidente di Rekeep

    

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giulio romagnoli

“Apparteniamo alla cultura imprenditoriale dell’impegno verso gli altri, il nostro “prenderci cura” è un imperativo che riserviamo alle nostre lavoratrici e ai nostri lavoratori, alle comunità di cui facciamo parte, agli ecosistemi dove operiamo. I tempi ciclici della natura ci hanno insegnato che bisogna avere pazienza, con sé stessi e con gli altri, se si vogliono apportare cambiamenti reali e duraturi. Mettersi in discussione quotidianamente, sperimentare con umiltà, accettare gli insuccessi, sforzarsi di capire in profondità i problemi e cercare soluzioni fattibili: sia negli aspetti sociali sia in quelli ambientali, Romagnoli si riconosce in un approccio – certamente imprenditoriale ma più in generale umano – che ben si avvicina a quanto Francesco ci ha trasmesso a proposito di fratellanza e comunione. E’ ben più facile correre da soli rispetto al procedere insieme verso un cammino di miglioramento, ma se si vuole realmente incidere sul futuro è nella dimensione della comunità che è necessario agire.”

Giulio Romagnoli, Amministratore Delegato di Romagnoli F.lli spa

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“Sono tanti i collegamenti tra il sistema valoriale della nostra Azienda e i filoni tematici di questa edizione del Festival. Penso al ‘prendersi cura degli altri’, che nel nostro caso si traduce nello sviluppo di soluzioni terapeutiche innovative per migliorare la qualità di vita delle persone, siano esse i pazienti o chi si prende cura di loro. Anche il rispetto per il Pianeta è un impegno che il Gruppo Chiesi si è assunto con forza: ci poniamo l’ambizioso obiettivo Net-Zero (Zero Emissioni Nette di gas a effetto serra) entro il 2035, nella consapevolezza che il cambiamento climatico esercita un’influenza sulla salute e sul benessere generale delle persone. Come facciamo già da alcuni anni, abbiamo quindi deciso di sostenere il Festival Francescano, che ha il merito di portare avanti un’importante opera di sensibilizzazione su principi che sono parte del nostro patrimonio aziendale.”

Alberto Chiesi, Presidente Onorario del Gruppo Chiesi

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“Costruire percorsi di guarigione delle ferite che affliggono le nostre società -solo per fare qualche esempio: disuguaglianze, esclusione, negazione di diritti- richiama la responsabilità di tutti a recuperare un senso condiviso di comunità a al prendersi cura degli altri. Come ecosistema di cooperative che da sempre mettono le persone al centro della propria esperienza imprenditoriale, proseguiamo il nostro impegno in coerenza con l’esortazione, rivoltaci da Papa Francesco, di continuare a puntare sullo sviluppo integrale della persona, sulla crescita comunitaria nella condivisione di risorse e competenze, valorizzando ciò che ciascuno porta di proprio, per il bene di tutti. È il nostro contributo alla costruzione di un modello di sviluppo più equo, inclusivo e sostenibile sotto il profilo ambientale, economico e sociale.”

Simone Gamberini, presidente di Legacoop

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“È per noi un onore sostenere, anche quest’anno, il Festival Francescano, un evento che celebra i valori di fraternità, cura e rispetto per la natura, ispirati dalla figura di San Francesco d’Assisi. Il manifesto scientifico del festival ci ricorda l’importanza di riconoscere e dare significato alle ferite, trasformandole in opportunità di crescita e civiltà. Condividiamo l’impegno del festival nel promuovere una cultura della solidarietà e dell’inclusione, fondamentale per affrontare le sfide del nostro tempo. Supportare ed accompagnare tutte le persone e gli enti che si dedicano con passione al Bene Comune, è il principale obiettivo del lavoro quotidiano di una realtà come Cattolica Business Unit di Generali Italia, da sempre al fianco degli Enti Religiosi, dell’Associazionismo Ecclesiale, del Non Profit e del Terzo Settore”.

Piero Fusco, Responsabile Business Unit Enti Religiosi e Terzo Settore di Generali Italia

GAF Elena

“Opem è un’azienda che negli ultimi 50 anni è cresciuta mettendo in primo piano le persone. Un festival costruito sullo scambio di idee inerenti la figura dell’uomo, non può che essere affine con i nostri valori e convinzioni.”

Elena Binacchi, Marketing Manager di Opem S.p.A. 

Ferri Roberta_Responsabile marketing Inalca_Montana

Inalca, attraverso il marchio MONTANA, ha colto con entusiasmo l’opportunità di sostenere il XVI Festival Francescano, un evento di particolare rilievo e significato per la città di Bologna e per tutto il territorio dell’Emilia Romagna, la regione dove l’azienda è nata 60 anni fa e dove ha tuttora la sua sede. Le aziende nel compiere la loro missione svolgono anche un importante ruolo sociale: Inalca, con i suoi 8.200 dipendenti di oltre 40 nazionalità, ha l’ulteriore responsabilità di garantire alimenti sicuri e accessibili a tutti. Nel Manifesto del Festival viene sottolineato che il “prendersi cura” apre alla civiltà: siamo certi che l’impegno quotidiano dell’azienda di garantire il lavoro e di produrre cibo in modo sostenibile sia la giusta premessa per aprirsi alle profonde riflessioni che verranno stimolate dall’impegnativo tema del Festival.”

Roberta Ferri, Responsabile Marketing di Inalca

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“Il Talmud babilonese riporta un racconto, ripreso da J.H. Nouwen nel suo libro: “Il guaritore ferito”. Vi si parla del Messia, che è ferito, come troppe persone nella storia. Ciò che lo rende riconoscibile come Messia è il fatto che egli attraverso le proprie ferite apre la propria presenza alla cura per altri, curandosi delle bende degli altri prima che delle proprie. In questa affidabilità del Messia emerge anche il senso della presenza di Dio nella debolezza e il sogno da lui voluto di un mondo dove non siano ammesse ferite inferte dalla violenza, ma siano simili al graffio di un bambino caduto mentre gioca.

Gianluca Montaldi, Direttore Editoriale di EDB

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Bernardi

“Il tema di quest’anno ‘Attraverso ferite’ riecheggia in qualche modo alcuni versi della poesia di Clemente Rebora che ci dice che in ogni cosa c’è “un grido dentro” che chiede di afferrare “la segreta domanda”, il significato ultimo di ciò che ci accade, incluso il dolore. Guardare le proprie ferite e quelle del mondo come una tappa da attraversare per scoprire altro significa predisporsi a mettersi in cammino quindi in discussione. Avere un luogo in città come il Festival Francescano che ci accompagna in questo percorso di ricerca è per tutti un’occasione preziosa di riflessione ed incontro che anche quest’anno siamo felici di sostenere.”

Francesco Bernardi, Presidente di Incontri Esistenziali

Mario Cifiello_CoopAlleanza 3.0

“Aderiamo sempre volentieri al Festival Francescano perché non manca mai di offrire profondi spunti di riflessione, a prescindere che si sia credenti o meno. Ed anche il tema di quest’anno – “attraverso ferite” – è largamente trasversale e tocca una componente dell’esistenza che, prima o poi, riguarda ognuno di noi. Mi piace però pensare che le ferite  – benché sicuramente rappresentino un momento di difficoltà e dolore per una persona, una famiglia, un’intera comunità, siano anche il momento in cui maggiormente si sviluppa la forza della cura, dove lo sforzo per rimarginarle può essere visto come un nuovo punto di partenza, e perché no, alle volte, anche di rinascita. 

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“E credo sia anche questo tra le esperienze comuni, che quei momenti si superano più facilmente se si è “insieme”. In questo senso, la cooperazione rappresenta una forma strutturalmente attrezzata per aiutare a curare le ferite, intese nel senso più ampio della parola, delle nostre società. 

Pensiamo alle iniziative che la cooperazione porta avanti per cercare di sanare ingiustizie come le discriminazioni, un’economia alle volte opaca nei suoi rapporti, la povertà intesa tanto in senso materiale quanto come mancanza di opportunità di riscatto per interi gruppi di persone. 

Ecco che il nostro sostegno al Festival Francescano significa partecipare ad uno dei momenti più importanti della vita culturale e sociale di Bologna, portando questo punto di vista e, ancora una volta, testimoniando che la cooperazione c’è sempre quando si tratta di confrontarsi su interrogativi alti, e perché no, cercare risposte condivise.” 

Mario Cifiello, presidente di Coop Alleanza 3.0

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“Questa edizione del festival ha tanti temi in comune con il nostro 50° anniversario, caratterizzato dallo slogan “To our extraordinary future”. Costruire insieme un futuro straordinario significa per noi ampliare la mente, collaborare, rispettare le diversità e avere cura uno dell’altro. Quando penso a cosa può fare un’azienda per il territorio, utilizzo spesso la parola “cura” perché credo incarni perfettamente i valori di una comunità che cresce e si sostiene. Avere cura, però, significa anche prendersi del tempo per capire i propri errori e migliorare, senza pregiudizi e senza avere paura di sbagliare. Del resto, come dice papa Francesco “il punto non è essere feriti poco o tanto dalla vita, ma cosa fare delle ferite” e credo che questo concetto possa essere applicato ai temi sociali, come anche a quelli economici e ambientali”.

Valentina Marchesini, HR & Marketing Director di Marchesini Group

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“Mareco Luce è un’azienda che realizza sistemi di illuminazione per interni ed esterni. Lo fa dal 1973. Siamo conosciuti in Italia e nel mondo per l’affidabilità dei nostri prodotti, per la loro funzionalità e per il giusto equilibrio tra qualità e prezzo. Dalla creazione, da quando tutto ha avuto inizio la luce ci fa vivere e vedere il mondo e i suoi colori. La luce è calda , fredda, diffusa, diretta, riflessa, morbida, brillante, tenue, soffusa: lampeggiante o intermittente, statica o dinamica. Respinge il buio.”

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“Luigi Mondardini è un imprenditore cattolico, educato nel mondo Scout. Gli hanno insegnato di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo ha trovato. Ha realizzato che creare e mantenere posti di lavoro per tutti e in particolare per le persone più fragili è concretizzare questo insegnamento è l’obbiettivo è lo strumento che permette di attraversare la “cruna dell’ago”. E’ un sorso di felicità. Con il lavoro non si cancellano ferite. Si stabilizza il paziente, lo si rasserena, lo si rende permeabile alle Buone Notizie. La fatica di accettare sconfitte, la fatica a farsi piccoli, la fatica a dare un senso al dolore, la fatica ad accettare rattoppi dorati, a vedere il bello in un cuore pieno di cicatrici, dimostrano la tanta strada ancora da fare. Il segno che rappresenta il momento della “bolla” di approvazione divina alla mia persona non c’è ancora. Le mie stimmate…….una sudata fredda.”

Luigi Mondarini, Direttore tecnico di Mareco Luce

PARTNER WORKSHOP

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Ferite, Stimmate, Fraternità. Il tema 2024 è a dir poco articolato. Gli 800 anni delle stimmate di Francesco, che lo consacrano così simile a Gesù da “meritare” le stimmate della passione, si legano alle nostre ferite. E chi non ne ha! Ferite fisiche, certo, ferite psicologiche e morali: quelle che ci hanno inferto gli altri e quelle che ci siamo recati da soli con i nostri errori e peccati. Tante volte nella nostra vita non vediamo la luce, la guarigione. Allora vogliamo provare a trovare una strada che ci riconduca alla libertà ed al sorriso: dopo le stimmate, la fraternità: quella di chi vince il rancore e si perdona aprendosi allo Spirito. Quella di chi trova nella comunità civile e/o nella Chiesa la Pace, il cammino insieme, la forza di ricominciare. Vuotiamo noi stessi, come diceva Madre Teresa, e lasciamoci invadere dallo Spirito.

Giuseppe Mazzoli, Ceo di 3CiME Technology

AZIENDE AMICHE

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In un mondo in continua evoluzione informatica, in cui i social sono diventati uno strumento di comunicazione molto utilizzato fra i giovani ma non solo, in cui si parla di intelligenza artificiale, non dobbiamo dimenticare quanto siano importanti i rapporti tra le persone, quanto sia importante prestare attenzione alle persone, anche a quelle che non si conoscono. Prendersi cura degli altri è un ottimo modo per cercare di far avvertire a chi ci circonda che è sempre possibile contare su qualcuno, anche nei momenti in cui ci sente un pochino soli. Siamo una comunità fatta di tante persone che si aiutano tra di loro. Solo insieme riusciamo a creare qualcosa di estremamente grande e meraviglioso nel mondo. Questa è l’unica strada pere poter dare il nostro contributo al pianeta.

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“Sono una giovane donna che nella vita ha avuto la fortuna di avere una splendida occasione: essere il Direttore Amministrativo e Finanziario di un’importante azienda italiana, la Grissin Bon S.p.A. Uno degli insegnamenti più preziosi che ho ricevuto venendo a lavorare qua è che da soli non si fa nulla. Una sola persona da sola non sarebbe mai riuscita a creare un’azienda grande come Grissin Bon, con oltre 250 dipendenti e un marchio noto in tutta Italia.

Noi ci siamo riusciti. Tutti insieme ci siamo riusciti. Giorno dopo giorno, passo dopo passo, affrontando ad una ad una le difficoltà che si continuano a presentare tutt’ora che riguardano la vita aziendale ma a volte anche le vite personali dei singoli dipendenti. C’è chi ha figli, chi ha la mamma o il papà ammalati, chi ha problemi fisici.. Ci sono persone più timide di altre, persone più spavalde, persone più adatte a svolgere un tipo di attività piuttosto che un altro.. Noi cerchiamo ogni giorno di prenderci cura l’uno dell’altro, di ascoltarci. Anche se non è mai abbastanza. 

 A volte capita di avere anche dei giorni no. In quei giorni la gentilezza e la disponibilità di un collega fanno la differenza. Così come si cercano di rispettare le situazioni personali dei dipendenti, si cerca insieme di trovare soluzioni alle difficoltà lavorative. E passo dopo passo ci si trova a crescere insieme, per un giorno o per una vita, al lavoro, come a casa o con gli amici. In qualunque tipo di relazione bisogna cercare di essere gentili e disponibili. Non sempre ci riesce bene, ma è facile perché spesso basta poco.

Prendersi cura delle persone e coltivare le relazioni: ecco qual è la vera ricchezza nella vita.

Rossella Lombardo, CFO di GrissinBon

Gianpiero Calzolari (Granarolo)

La nostra storia è fatta di scelte in cui crediamo. La filiera del bene comune è un impegno costante, un gesto che dà ulteriore senso al nostro lavoro, che rende orgogliosi e partecipi, in comunità. Siamo quindi particolarmente orgogliosi di sostenere ancora una volta il Festival Francescano, una manifestazione caratterizzata da alti valori in cui da sempre Granarolo si riconosce, come il rispetto per le persone, soprattutto le giovani generazioni, le nostre cittadine e cittadini del domani, che oggi si trovano a vivere in un contesto storico e sociale di difficile leggibilità. Ecco, vorrei che il festival fosse un’occasione per fornire loro strumenti per poter navigare in questa complessa attualità e aiutarli a fare scelte importanti per il futuro comune. Un futuro di solidarietà e inclusività sociale.

Gianpiero Calzolari, Presidente di Granarolo S.p.A.

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Confcooperative Terre d’Emilia considera il Festival Francescano un importante evento di socializzazione e di confronto su tematiche ispirate alla spiritualità francescana che connotano anche l’identità e l’impegno di tutto il mondo cooperativo: l’attenzione agli ultimi, il dialogo tra culture, la ricerca di nuove forme di economia che mettano al centro la persona umana ed il rispetto per l’ambiente… Da questa convinzione deriva il sostegno espresso con varie modalità nelle precedenti edizioni, confermato quest’anno in cui si esplicitano temi e valori che i cooperatori cercano di interpretare nella loro esperienza personale ed imprenditoriale, come fondamento dello sviluppo sociale ed economico.

Matteo Manzoni, direttore di Confcooperative Terre d’Emilia

REALTÁ FRANCESCANE

Ministro provinciale EdFI quadr

Quale significato dare alle ferite del corpo e soprattutto dell’anima? Come possiamo far sì che il dolore si trasformi in amore? È forse in questo passaggio dalla morte alla vita che il contributo francescano può essere più prezioso per l’umanità. Ce l’ha mostrato Francesco come le ferite possano aprire alla civiltà mediante il prendersi cura, attraverso una nuova fraternitas. Proprio partendo dal suo esempio possiamo scoprire il vero momento di transito dalla notte alla luce: l’uscire da noi stessi, nell’essere così dono vivo per gli altri, è questo il vero momento di resurrezione per l’uomo. Ci ritroviamo perciò anche quest’anno in piazza Maggiore sicuri che il Festival sarà per tutti, nella testimonianza di una rinnovata umanità, una fonte di grande motivazione, un momento d’incontro e dibattito, gioia e speranza, testimonianza viva di un nuovo mondo possibile.

fr. Simone Calvarese OFMCap Edizioni di Frate Indovino

Fra Marcello Longhi quadr

“È un dono e un privilegio poter frequentare ogni giorno persone che portano ferite. Ogni ferita racconta storie di relazioni affettive andate in pezzi, di progetti lavorativi falliti, di risorse economiche sempre insufficienti, di viaggi della speranza rivelatisi terribili imbrogli, di situazioni di salute fuori controllo, di solitudine che deprime, di violenza che spaventa… Ma quando su queste ferite qualcuno versa il balsamo dell’ascolto attento, del rispetto accogliente, dello sguardo che offre fiducia, allora può rinascere il desiderio di prendersi cura di sé, di lasciarsi curare da chi ha scelto liberamente di condividere delicatamente le ferite di un’altra persona. Sono sicuro che anche questa edizione del Festival ci aiuterà a prenderci cura delle ferite che tutti portiamo, da persona a persona, per essere un po’ più felici insieme, col cuore di Francesco d’Assisi.

Fra Marcello Longhi, Presidente di Opera San Francesco per i Poveri