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Roberta Vinerba, “Ci ameremo ancora?”

Suor Roberta Vinerba, teologa e formatrice, in questa conferenza affronta il tema delle relazioni e dell’affettività ai tempi di internet e dei social media, partendo da un interrogativo provocatorio: “Ci ameremo ancora?”

Suor Roberta parte da una certezza: sicuramente continueremo ad amarci, in quanto l’essere umano è intessuto di amore, tuttavia dovremo sempre più fare i conti con la presenza ingombrante della rete e dei social network che occupano un grande spazio nelle nostre vite e nelle dinamiche relazionali che ci troviamo a fronteggiare quotidianamente.

L’esperienza amorosa è uno dei passaggi più faticosi per ogni adolescente: chi non ricorda infatti il dolore delle prime delusioni d’amore o dei primi innamoramenti? L’amore è costruzione e fatica, perché mette in gioco le emozioni e tocca la sfera per noi più delicata: il desiderio che abbiamo insito di sentirci amati.

Per poter capire come stanno cambiando le cose, suor Roberta fa una breve digressione sui meccanismi che guidano l’amore e l’innamoramento: all’inizio c’è una scintilla, una sorta di stato di grazia per cui si riconosce nell’innamorato la perfezione assoluta. Poi subentrano altri fattori (abitudine, routine), avviene il processo del disincanto, si scopre il vero volto dell’altro e l’amore cambia forma, matura e diventa un percorso, un’azione, la volontà di costruire qualcosa insieme all’altro, partendo dal suo bene. L’amore non è una somma di due individui, ma una moltiplicazione, quindi il “noi” non è un io più tu, il noi è un io per te: io sono qui per te e tu sei qui per me.

Suor Roberta si sofferma poi sulla natura dell’amore, che ha come prospettiva un orizzonte infinito: l’innamorato dice “ti amerò per sempre” alla sua innamorata, questa è la dimensione ideale verso cui ogni amore tende. Se questa dinamica si è ripetuta per secoli con schemi abbastanza simili, nella contemporaneità ciò con cui si deve fare i conti è la rivoluzione spazio temporale introdotta da internet, che è di fatto il regno dell’attimo, della frammentarietà, del “qui” e “ora”. C’è una sorta di impazienza, di rincorsa della velocità e una percezione del tempo tutta nuova, la rete ci impone di mettere insieme tanti attimi, tanti piccoli frammenti temporali, mentre la logica dell’amore si basa su una narrazione, su un filo rosso che deve collegare più elementi a livello umano e relazionale e non può accontentarsi dei singoli attimi. Il volto con cui ci presentiamo nella rete, sui social ad esempio, è filtrato: ci teniamo a mostrare il meglio di noi. Questo fa sì che sia più difficile conoscere l’altro in maniera approfondita e ritarda il processo di disincanto, che è un passaggio fondamentale nella relazione tra due persone.

Senza banalizzare e scendere nei dettagli dei vari pericoli della rete, suor Roberta si sofferma sul meccanismo dei like e follower, parametri con cui ormai non si misura solo la popolarità nel web, ma il valore stesso delle persone; alcune persone credono di esistere solo perché hanno popolarità in rete, senza alcun merito con il contenuto che veicolano, ma con una semplice esposizione pubblica. In realtà siamo tutti un po’ narcisisti, ci piace apparire belli, ma le dinamiche della rete incentivano un tipo di narcisismo pericoloso, che impedisce di fatto la costruzione di un amore.

Per concludere, suor Roberta non ha dubbi circa il fatto che l’umanità continuerà ad amare, ma dobbiamo essere consapevoli del grande rischio a cui ci stiamo esponendo puntando sul virtuale, che è il luogo delle proiezioni, invece che della realtà: immaginiamo l’altro diverso da come è realmente e quando ci risvegliamo da questa illusione e realizziamo chi abbiamo davanti, spesso rimaniamo profondamente delusi e arrabbiati, come mai era successo nella storia dell’umanità. Dobbiamo avere il coraggio di continuare a dare fiducia alla bellezza della narrazione, più che al frammento, e trovare la pazienza di costruire relazioni autentiche, mischiando le nostre vite, prendendo le misure con l’altro in maniera vera.