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Il perdono come dialogo interreligioso

Il tema del perdono e una riproduzione della sacra Porziuncola per celebrare a Bologna l’ottavo centenario del Perdono di Assisi e i trent’anni dello Spirito di Assisi

Bologna, dal 23 al 25 settembre 2016, torna ad accogliere tra le proprie mura il Festival Francescano, che per la sua ottava edizione ha scelto come tema “il perdono”. Parola poco alla moda, tornata alla ribalta grazie alla scelta di Papa Francesco d’indire il Giubileo straordinario della Misericordia, si colloca in un 2016 che è ancor più straordinario per i francescani, poiché ricorrono l’ottavo centenario del Perdono di Assisi e i trent’anni dello Spirito di Assisi.
Nelle tre giornate organizzate dal Movimento Francescano dell’Emilia-Romagna, saranno tantissime le occasioni per avvicinarci e approfondire i molteplici significati della parola perdono grazie al contributo di una cinquantina di relatori e attraverso un centinaio di appuntamenti tra spettacoli, workshop e attività per i più piccoli.

Sul tema di questa ottava edizione e sul senso del parlare di perdono oggi, il direttore del Festival fra Giordano Ferri, afferma: “Di perdono hanno bisogno i rapporti sociali, la politica e la stessa economia. Il perdono è l’unica ricetta capace di restituirci tutti, credenti o no, a una vita che possa dirsi umana. Con un linguaggio accessibile a tutti, e con più di centocinquanta iniziative, al Festival parleremo di giustizia, di economia civile e di comunione, di dialogo interreligioso in un momento storico in cui le ferite subite bruciano a tal punto da far prevalere rabbia e volontà di vendetta”.

Il dialogo interreligioso sarà infatti al centro di molteplici iniziative, che vedranno protagonista – domenica 25 in Piazza Maggiore – Andrea Riccardi, fondatore della Comunità di Sant’Egidio, che durante il convegnoLo spirito di Assisici riporterà indietro fino al 1986, anno in cui avvenne lo straordinario incontro di dialogo tra i leader religiosi di tutto il mondo voluto da Giovanni Paolo II ad Assisi.

 

Di religioni si parlerà anche – sempre in Piazza Maggiore, sabato 24 –  durante l’iniziativa “Pace fra le religioni: solo un’utopia?”, convegno che vedrà tra i protagonisti il teologo Brunetto Salvarani e lo storico dell’ebraismo Bruno Segre.

A proposito dell’incontro Segre ci dice che “I tre grandi filoni del monoteismo abramitico sono oggi chiamati, penso, a vincere le stanchezze, ad avere coraggio invece che paura. Il coraggio, in primo luogo, di ‘guardarsi dentro’ con sguardo lucido, il coraggio di compiere un faticoso adeguamento delle proprie vetuste tradizioni alle esigenze della contemporaneità. Mondo ebraico, mondo cristiano e mondo musulmano hanno assunto nel corso dei secoli connotazioni profondamente plurali. Un intenso ‘trialogo’ può creare preziose occasioni per fare di tali pluralità altrettante ricchezze, mettendole a frutto in un comune impegno a studiare soluzioni per i problemi di fondo dell’umanità contemporanea. L’elenco dei temi che andranno insieme affrontati può iniziare da quelli che Papa Francesco suggerisce nella sua enciclica Laudato si’.  Tale ‘trialogo’ sarà tanto più efficace quanto più esso saprà calarsi laicamente dal livello delle dottrine a quello delle persone. Ritengo infatti che quelle che si parlano fra loro non sono mai le religioni bensì le persone, in carne e ossa.”

Tra i protagonisti di questi ricchi appuntamenti anche il neo-nominato Vescovo di Bologna mons. Matteo Maria Zuppi che, insieme al giornalista Lorenzo Fazzini, affronterà il tema della difficoltà nel perdono. Partendo dalla città di Bologna, fino ad arrivare ai fatti d’attualità europei, approfondirà le ferite ancora aperte che le comunità continuano a portarsi dietro chiedendosi se sia possibile “fare pace” al fine di ricostruire un futuro non ossessionato dalla paura dell’altro.

Inoltre, durante i giorni del Festival, la città di Bologna riceverà un importante regalo grazie alla presenza in Piazza Maggiore di una riproduzione della Porziuncola che sarà il cuore dei momenti di spiritualità e di preghiera e alcuni sacerdoti saranno disponibili per il dialogo e il sacramento della riconciliazione.