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Luca Lombroso, “Il domani della Terra”

Luca Lombroso, meteorologo e climatologo, propone un intervento sul futuro del pianeta in cui viviamo, nel quale cerca di dare un messaggio positivo senza ignorare gli aspetti negativi e i problemi del mondo di domani. Sapere cosa succede domani ci dovrebbe mettere in condizione di fare delle scelte per migliorare il nostro futuro.

 

Cosa sta succedendo al clima?
Rispetto all’era preindustriale, il nostro pianeta si è surriscaldato di circa un grado centigrado, che sembra poco ma non lo è.  Più caldo significa temperature più estreme, siccità, un maggior numero di fenomeni meteorologici violenti come temporali, alluvioni, uragani. Già dal 1995 l’organismo intergovernativo che si occupa di cambiamenti climatici affermava che l’uomo sta influendo in maniera irreversibile sull’ambiente in cui viviamo: per anni si è riflettuto sul problema rimandando possibili soluzioni, ora è il tempo di agire.

Ci sono studi scientifici e modelli che descrivono le conseguenze del riscaldamento globale, ma basterebbe fare un semplice esempio: se il pianeta si è riscaldato di solo un grado nel complesso e in Emilia-Romagna durante l’estate sono stati registrati frequentemente picchi di 40 gradi, ciò lascia preventivare che se il pianeta si scalderà di due o tre gradi complessivamente, in Emilia-Romagna in estate si potranno avere giornate con picchi di anche 44/45 gradi. La soluzione non potrà essere trovata nel potenziare gli impianti di condizionamento o nello sperare in un adattamento. Gli studiosi ci mettono in guardia: un surriscaldamento globale di 5 gradi è incompatibile con la società globale interconnessa; un termine molto soft per dire che le conseguenze saranno in una estinzione di massa delle varietà biologiche che aumenterà in maniera proporzionale all’aumento del riscaldamento globale.

La conferenza sul clima di Parigi svoltasi nel dicembre del 2015 ha visto un importante impegno da parte dei capi di Stato presenti: è stato infatti stilato un accordo internazionale che è diventato legge praticamente in tutto il mondo che prevede un obiettivo molto ambizioso: contenere l’aumento delle temperature globali al di sotto di 2 gradi rispetto all’era preindustriale, facendo ogni sforzo possibile. Purtroppo, questo importante sforzo diplomatico non ha trovato uguale applicazione in una impegno congiunto che possa riguardare anche la decrescita economica auspicata invece da Papa Francesco nella sua “Laudato si”. Parlare infatti di riduzione di emissioni, de-carbonizzazione e contenimento del riscaldamento globale senza adeguate politiche economiche è un processo poco utile e rischioso.

Accanto alle decisioni di politici e capi di stato, fondamentale diventa l’impegno dei singoli e della comunità per imboccare la strada di un serio cambiamento di abitudini e stili di vita e avere la possibilità di limitare i danni che l’uomo sta apportando al futuro ambientale del pianeta. Occorre quindi mettere al primo posto nei propri impegni di vita e lavoro la strategia del cambiamento: ridurre gli sprechi, consumare in maniera differente, utilizzare mezzi di trasporto meno impattanti per la mobilità, scegliere fornitori di energia pulita, sostenere aziende e imprese che hanno a cuore la salvaguardia dell’ambiente.

Un futuro sostenibile e resiliente è possibile, occorre essere consapevoli di questa necessità di cambiamento, trovare il modo per operarla in prima persona (anche a costo di qualche sforzo personale) e infine trovare il modo per vivere bene questo cambiamento.